Il sistema sordo e grigio, miserello e casareccio

22 AGO 20
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La forza intrinseca, quella portante, dell’attuale sistema Italia consiste nel coinvolgimento, di entità variabile ma sempre presente, di tutti i soggetti di potere, centrale e periferico, nei metodi gestionali del sistema stesso. Si aggregano in un intreccio di interessi e di privilegi, di convenienze e di vantaggi trasversali, i vertici delle classi dirigenti, dei partiti, delle le istituzioni, della pubblica amministrazione, della magistratura, della stampa, della Tv, della confindustria, dei sindacati, delle banche, della finanza e del prezzemolo di contorno. In questa realtà la lotta per il potere, si svolge tra i soggetti del sistema, dove ogni parte cerca di acquisirne il più possibile per sé, ma sempre con la tacita, ferrea intesa, della conservazione del modello esistente. Si tenevano in caldo le rispettive truppe, si spruzzava un po’ d’anticlericalismo, s’inneggiava all’antifascismo, si costruiva lo stato sociale col debito pubblico e la PA svolgeva funzioni di ammortizzatore sociale. Efficienza, merito, responsabilità? Oggetti misteriosi. Un modello chiuso, statico, rigidamente conservatore, noncurante del bilancio pubblico, privo di una flessibilità culturale di elaborazione che le permettesse di essere al passo coi tempi. Il massimo consentito e praticato, erano variazioni di percentuali di potere al suo interno, che non mettessero però in discussione la tenuta generale dell’insieme. Le origini, i soggetti, le mosse e lo sviluppo dell’affaire Mps, sono paradigmatici di un comico provincialismo imbelle. L'usura inevitabile e i limiti propri dell'usato sicuro.